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mercoledì 7 marzo 2018

CANCRO



 Dedicato ad un amico, e a chi mi odia senza prima aver verificato la veridicità delle sue motivazioni secondo la terza coscienza: quella delle immagini.


CANCRO


 Cominciamo con un sogno:

 Sono in uno studio notarile insieme ad un notaio e ad un altro uomo che non conosco per stipulare un atto di mutuo.

 Poi mi trovo in una stanza a fianco in compagnia di due miei colleghi di Banca e con loro parliamo di come sia noioso stipulare un atto di mutuo poiché fa venire sonno. 

 Nuovamente mi trovo in compagnia del notaio che mi porge l'atto di mutuo per farmelo firmare; dapprima  appongo la mia la sigla che ho depositato in banca, però poiché è un atto ufficiale decido che è meglio firmare con la firma per esteso. 

 Si chiude la scena e mi ritrovo in un'altra stanza dove trovo un pesce rosso fuori dall'acqua. Per salvarlo lo prendo e lo metto in un sacchetto con dell'acqua per poterlo far vivere e il pesce infatti riprende a nuotare dentro il sacchetto.

 Mi trovo a nuotare nel mare aperto e sto scappando da qualcuno che mi insegue, non so chi sia.
 Trascino con me per un braccio una bambina piccola e con l'aiuto delle onde e della marea riesco ad arrivare sulla spiaggia; nel momento in cui tocco la sabbia la bambina scompare e mi ritrovo da solo.

 È una bella giornata e mi incammino verso la strada. Arrivato alla strada vedo che una parte è sommersa dall'acqua come a Sabaudia dove c'è il mare, la sabbia, la strada, il laghetto.

 L'acqua è limpida e riesco a vedere un piccolo granchietto; prendo una maschera da sub per vedere meglio nell’acqua, ma non ci sono altri pesci, così poso la maschera e torno sulla spiaggia a prendere il sole.

 Sono nel podere di famiglia, una proprietà di circa 80 ettari di terra con un rustico, una casa e un capannone.  Da anni l’intera proprietà è stata venduta, ma adesso il proprietario di tutti quei beni è Mauro. Io sono dentro la casa e ricevo una chiamata da mia madre che mi dice di essere nella hall dell'ospedale Gemelli.

 Io tranquillamente riaggancio non curandomi dell'informazione, ma, quando esco da casa, vedo entrare un SUV nero con dentro il compagno di mia madre e mia madre.

 Mauro va loro incontro ma non li fa entrare in casa ma li tiene fuori, nel retro, dove c'è un cortile. 

 Insieme a Martina, Mauro gioca a carte (briscola a perdere) con mia madre e suo compagno. Io invece salgo al primo piano della casa per recuperare un oggetto nella stanza dove aveva dormito la sera prima Martina; non so che oggetto sia non lo trovo, così scendo e raggiungo Mauro e Martina.

  Quando sarebbe il mio turno di giocare, Mauro interrompe il gioco, così mia madre e il suo compagno se ne vanno via con l'auto.


 Sono da solo al mare, è estate e la donna delle pulizie mi chiede di ordinare il giardino che sta tra gli ombrelloni e le cabine dello stabilimento balneare. Io le dico che non è necessario ma se le fa piacere può fare come più le pare; così la donna delle pulizie mette tutto in ordine.

°°°°°
 Sono in uno studio notarile insieme ad un notaio e ad un altro uomo che non conosco per stipulare un atto di mutuo.
Le immagini dicono quale è l’attuale situazione esistenziale del sognatore.

 Siamo in uno studio notarile per stipulare un mutuo. Insieme col sognatore c’è uno sconosciuto (la parte inconscia del sognatore). 

 A cosa serve questo mutuo?

 Per recuperare la parte inconscia (l’ignoranza di sé stesso) il sognatore deve sottoscrivere un atto formale che lo impegna a fare una determinata cosa e deve pagare agendo in modo utile e funzionale per sé, anche se questo può apparire noioso.

 poi mi trovo in una stanza a fianco in compagnia di due miei colleghi di Banca e con loro parliamo di come sia noioso stipulare un atto di mutuo, poiché fa venire sonno.

 Noioso per chi? Per due colleghi di banca che simboleggiano la diade complessuale di un atteggiamento superficiale che non sa cogliere il messaggio del sogno.
 Cosa assai frequente in tutti coloro che non sanno attribuire alle immagini la loro cruciale importanza. 

 Questo succede  quando si chiede consiglio a persone amiche che però sono profondamente ignoranti riguardo alle dinamiche inconsce che ipotecano la nostra vita.

 Bisogna andare dal notaio per pagare il mutuo e sciogliere questa ipoteca. Troppo spesso ci confidiamo con persone assai impreparate, che a loro modo dicono di volerci bene ma poi, alla resa dei conti, non sono altro che dei portatori di modelli di vita non funzionali. Un tipico esempio: la mamma ansiosa di cui ho fatto il ritratto nel mio post la mamma antibiotica.

 Però nel sogno questo ostacolo viene superato ed ecco che siamo di nuovo davanti al notaio che chiede di sottoscrivere il mutuo.

 dapprima appongo la sigla che ho depositato in banca, però poiché è un atto ufficiale decido che è meglio firmare con la firma per esteso.

 Non basta la sigla per validare la sottoscrizione. Ovvero l’impegno che viene richiesto non ricade in una semplice transazione monetaria (la sigla depositata in banca), esso presuppone un impegno totale da parte del sognatore che deve firmare per esteso: sta facendo un mutuo per salvare la propria vita.

 Tutto o niente. Non possono esserci compromessi.

 Chi è il notaio?

 Si chiude la scena e mi ritrovo in un'altra stanza dove trovo un pesce rosso fuori dall'acqua. Per salvarlo lo prendo e lo metto in un sacchetto con dell'acqua per poterlo far vivere e il pesce infatti riprende a nuotare dentro il sacchetto.

 Ed è proprio così. Il pesce che stava per morire ecco che viene salvato da un po’ d’acqua contenuta in un sacchetto di plastica: il tempo necessario e sufficiente per decidere di curarsi davvero ed iniziare così un diverso iter terapeutico.

 In altre parole: l’erotismo genitale torna a rifiorire dopo essere stato avvelenato da cure antibiotiche allopatiche.

 Stanno pure ricrescendo i capelli.

Tanto per inciso, non sono solo le cure chemioterapiche a provocare i devastanti effetti collaterali loro attribuiti.
No.
 Questo tipo di cura, fondata su un modello statistico (e quindi non scientifico) rallenta, senza arrestarlo, il processo di mitosi cellulare buono e cattivo senza però rimuoverne la causa scatenante che rimane nascosta a qualsiasi indagine medica.

 Prova ne sia che per tutti i tipi di tumore, nessuno escluso, quando andiamo a leggere la scheda descrittiva di ciascuno di essi, scopriamo che "di questo tumore non si conoscono le cause ma soltanto alcuni (ipotetici) fattori predisponenti".

 Eppure, se si usa un diverso approccio, la causa si evidenzia in tutta la sua assoluta semplicità.

 Basta osservare come le emozioni incidono sul soma.

 Faccio due esempi: a volte nei sogni siamo assaliti dai nazisti o dai fascisti che rappresentano il sistema immunitario nella reazione autoimmune.
 Le formiche rosse nel sangue, nei sogni, non sono i globuli rossi ma le infusioni di chemio.

 La medicina cerca di combattere ed uccidere i semplici soldati che come mosche si moltiplicano senza sosta (la mitosi cellulare) e lì si ferma. Nei sogni invece è possibile identificare, stanare ed eliminare il FUHRER (il complesso dominante), nascosto nel bunker del profondo inconscio individuale.

Fuhrer Mother


 Molti medici adesso si stanno convertendo verso questo tipo di diagnosi, sebbene fortemente osteggiati dalla violenza del modello ufficiale di cura imposto dalla legge.

 E' ben vero che ci sono molti ciarlatani che propongono cure a base di bicarbonato, come quella di Tullio Simoncini

 Ma se cercate in rete, nella controinformazione, potete accertarvi che non è sempre così. Bisogna però armarsi di pazienza andando oltre le notizie diffuse dai media ed altri canali ufficiali.

 Questione di pigrizia mentale condita d’ignoranza, arroganza, presunzione e fede.

 Seguitiamo col sogno, ovvero con la risonanza per immagini della mente umana (per chi la sa leggere).

 Mi trovo a nuotare nel mare aperto e sto scappando da qualcuno che mi insegue, non so chi sia. Trascino con me per un braccio una bambina piccola e con l'aiuto delle onde e della marea riesco ad arrivare sulla spiaggia; nel momento in cui tocco la sabbia la bambina scompare e mi ritrovo da solo.

 Nei sogni, a volte, il bambino simboleggia una vita nuova: una neoplasia, ad esempio. Gravidanza e neoplasia sono omologhe. Nei sogni indicano l’esistenza di una forma di vita impropria per l’organismo del sognatore.

 Nel sogno assai di frequente anche il maschio sogna di essere gravido. In altre parole il sognatore ha dentro di sé un’incubazione aliena sotto il profilo prettamente biologico. Non c’entra niente la fantascienza coi vari mostriciattoli tentacolari, super-dentati, multicolore.

 È molto peggio che nei film:

 si tratta di cancro o di altre brutte malattie.

 La gravidanza è stata portata a termine ed è nata una bambina
 Ovvero il tradimento di un istinto basilare: l’erotismo genitale  per cui il sognatore ogni volta che si rapporta con una femmina è portato a scegliere un partner che ha una psicologia di bambina: la prima donna che ha conosciuto quando lui era piccolo (cfr. Il Complesso Dominante).

 L’istinto si è bloccato su quel tipo di scelta, sempre secondo il ciclo otto (leggiti il post) che ha come conseguenza la svalutazione biologica della persona. Se ne vuoi sapere di più leggiti il post Svalutation.

 Molti psicologi e psicanalisti interpretano la gravidanza come un progetto di vita legato allo sviluppo della propria persona.

 Niente di più sbagliato.

 Esattamente il contrario: un progetto di vita che consuma le energie organiche.
 Quando mai un umano maschio è stato ingravidato in senso fisico? Si tratta quindi di un ingravidamento psichico con effettualità biologica (mitosi neoplastica).

 Qui la cura funziona e il sognatore riesce a fuggire dal suo inseguitore sconosciuto (la persona in carne ed ossa che da tempo lo sta tampinando ossessivamente) e che ritroviamo fra un po’ nella successiva partita a carte, dove finalmente svela la sua identità.

 Ecco che quando il sognatore esce dal mare aiutato dalle onde e dalla MAREA anche la bambina scompare.

 Poi vedremo quale è questo mare che fa da “effetto trigger” per l’innesco della malattia. Se volete saperne di più sull’effetto trigger leggetevi il post “La Sindrome di Stendhal”, e lì capirete tutto.

 La marea nei sogni rappresenta le emozioni che a volte ci sommergono. Emozioni legate all’innamoramento (la peggiore malattia secondo Freud), al sesso, alla famiglia di origine e poi riattivate e ripetute ossessivamente secondo il citato ciclo otto

 Come ad esempio voler fare, coattivamente, un certo tipo di pesca (sesso) invece di andare a fare una salubre passeggiata in montagna.

 È una bella giornata e mi incammino verso la strada. Arrivato alla strada vedo che una parte è sommersa dall'acqua come a Sabaudia dove c'è il mare, la sabbia, la strada, il laghetto. L'acqua è limpida e riesco a vedere un piccolo granchietto; prendo una maschera da sub per vedere meglio nell’acqua, ma non ci sono altri pesci, così poso la maschera e torno sulla spiaggia a prendere il sole

 C’è il sole, è una bella giornata.
 Quando c’è luce il buio dell’inconscio si dirada evidenziando i processi mentali che girano in back-ground.
 Come tanti anni fa c’è una strada: una notissima litoranea che dal promontorio del Circeo arriva fino a Latina, simile a quella del paese in cui il sognatore è nato.

 Il mare ha sommerso parte della strada.

 Il sognatore si mette la maschera da sub e va in esplorazione (entra nel suo inconscio) e l’unica forma di vita che incontra è un piccolo granchietto (il tumore residuale in via di guarigione).

Granchio = cancro.

La cosa più significativa è che in quell’acqua non c’è altra forma di vita. Non ci sono i pesci che rappresentano gli istinti vitali.
La strada: il cammino (programmato) della nostra esistenza.

Ritorno a prendere il sole

Beh! Ce ne è voluto di tempo per trovare il granchietto. Un po’ di relax prima di proseguire.


SECONDA PARTE

Sono nel podere di famiglia, una proprietà di circa 80 ettari di terra con un rustico, una casa e un capannone.  Da anni l’intera proprietà è stata venduta, ma adesso il proprietario di tutti quei beni è Mauro.

 Mauro è anche il nome del notaio cui è stata affidato l’intero passato di Cesare (così si chiama il sognatore); la tenuta di 80 ettari con tre manufatti che simboleggiano la sua famiglia di origine dove è stato programmato il ciclo 8 (gli 80 ettari).

 Bisogna ristrutturare gli immobili (la struttura della personalità).

 A Mauro è stato dato quest’incarico come se lui fosse il proprietario.
 In realtà Mauro è pure il direttore dei lavori.
 Lui ha il compito di entrare nel capannone e prendere l’attrezzatura per ristrutturare il rustico (la coscienza di Cesare) in modo che diventi la sua nuova casa.

 Fino a che la nuova casa non sarà agibile, Cesare potrà stare comunque in quella vecchia. Poi dovrà certamente traslocare.

 Il resto del sogno si commenta da solo tanto evidente è il suo significato.

 Do solo qualche spunto.

 SUV nero o carro funebre sono la stessa cosa.
 Il solo gioco che si può fare coi nuovi arrivati è un gioco a perdere secondo regole non biologiche: le carte nei sogni rappresentano la programmazione antiumana della vita. 

 L’unica cosa che possiamo ricavare è una briscola (che in gergo significa: pugno in faccia).

 Meglio non fare entrare in casa questo tipo di giocatori!

 Martina è un’amica di Cesare e di Mauro e anche lei conosce assai bene questo tipo di giochi.
 Meglio che Cesare si allontani per non correre rischi. Cesare sale al primo piano (prende coscienza della situazione) ma non è ancora abile a questo gioco (non riesce a trovare l'oggetto) e quando viene il suo turno Mauro interrompe la partita e manda via i passeggeri del SUV.

 SUV e ospedale sono le cure cui si sottopone Cesare.

 L’oggetto che Cesare deve recuperare è l’abilità di Martina a giocare a briscola senza rimetterci di salute, così come gli ha insegnato Mauro. Infatti sono ormai diversi anni che a casa di Martina non arrivano più SUV neri.


TERZA PARTE

Sono da solo al mare, è estate e la donna delle pulizie mi chiede di ordinare il giardino che sta tra gli ombrelloni e le cabine dello stabilimento balneare. Io le dico che non è necessario ma se le fa piacere può fare come più le pare; così la donna delle pulizie mette tutto in ordine.

 Ma quale è stata la cura che Cesare ha seguito, in aggiunta all’avvelenamento chemioterapico?
La cura che lo sta tirando fuori dal ciclo 8.

 Mauro ha suggerito a Cesare una nuova diade evolutiva maschio/femmina totalmente opposta al modello appreso in famiglia.

 Una diade fondata su una relazione a funzione utilitaristica tesa a ripulire la mente di Cesare dagli stereotipi involutivi secondo i quali finora ha ricercato una compagna di vita.

 Cesare è un anormale come me: gli piacciono le donne.

 Che ci volete fare, ognuno ha i suoi difetti.

 Ciò che ci unisce è una profonda amicizia che non ha bisogno di pertugi anatomici per consolidarsi.

 Siamo allegri in modo italiano senza traduzione inglese.
 Nessuno è perfetto.

 Anche Mauro è un mio caro amico e siamo così affiatati che a volte ci scambiano per gemelli.

 Premesso che ora Cesare vive da solo, chi è adesso la signora che amorevolmente si prende cura di lui?

 Una badante?

 NO!

 Circa venti anni fa in una lontana terra dove è ambientato il romanzo apocrifo “La Tigre del Bengala” erroneamente attribuito ad Emilio Salgari, una giovane ragazza fu promessa in sposa, senza il suo consenso, ad un uomo che lei nemmeno conosceva.
 Lei, figlia di un ricco direttore di banca, viveva nelle agiatezze proprie di una casta superiore. 

 Nonostante le pressioni familiari, violò gli usi e le consuetudini locali legate ad un attuale medio evo e preferì fuggire da sola, senza nessuna risorsa, piuttosto che subire la violenza ancestrale della sudditanza femminile.
 Arrivò, dopo lungo peregrinare, in Italia dove ora si è ben stabilita e lavora per poter aprire, appena potrà, un’attività commerciale.

 La stimo e so che non ha il complesso della femme fatale e nemmeno quello infantile di Barbie Vecchia.

 Da alcuni mesi è l’assistente alla persona di Cesare.
 La segretaria personale del suo ISO di natura.

 Lei non lo sa.
 Io sì.

 L’ultima parte del sogno dice che le cose procedono assai bene. Lei sta mettendo in ordine il giardino di Cesare (il suo ISO di natura).
 Ciò significa che il complesso dominante (rappresentato dalle cabine e dagli ombrelloni dove Cesare è nato e dove andava ancora tempo fa è stato disattivato).

 Cesare sta guarendo a dispetto di tutti coloro che vogliono curarlo giocando a briscola.

 Cari lettori so bene che quello che scrivo a qualcuno può sembrare fantascienza.

  Soprattutto coloro che si sono accostati a questo tipo di conoscenza ma poi si sono allontanati per paura o perché gli è venuto meno



Un cordiale saluto.

Daniele Bernabei

martedì 20 febbraio 2018

Crime Scene

Sogno:
Sono nella stanza che occupavo quando ero piccolo e andavo alla villa in montagna. Ho l'armadio aperto e sto tirando fuori le cose per fare un inventario. Tiro fuori alcuni calzini e poi dei documenti della casa: so che sono le ricevute dei pagamenti fatti, delle tasse. Ho un bel po' di fogli e li poso sul letto, prendo l'ultimo foglio e sto per metterlo con gli altri per archiviare tutto, ma non ci sono più, sono spariti. Nel sogno so che li ha presi mia madre per fare ordine, e li ha tolti... Quindi le grido dietro che non doveva toccarli, che volevo metterli via tutti insieme.


Special Socks

Mi sveglio.

LA SCENA DEL CRIMINE


Spesso si parla di sogni ricorrenti come il ripetersi di una situazione, di un evento che avvertiamo come pericoloso e ci svegliamo pieni di angoscia o di paura.
A volte incubi che ci segnalano un qualcosa che è contro la nostra vita.

Nei sogni ci sono anche ricorrenze localizzate in un ben preciso contesto geografico.
Il luogo dove il bambino è stato defenestrato dalla sua originaria innocenza.
Di solito questo luogo compare nella prima delle tre parti del sogno, quella che nella mia tavola dei sogni definisco "situazione iniziale" ovvero la scena in cui si apre il racconto onirico.
Sempre e comunque quel luogo:

Può essere la villa in montagna dove da bambino andavi in vacanza coi tuoi, la strada dove hai abitato nei primi anni della tua vita, la cittadina marittima dove sei nato... Insomma il luogo dove il complesso materno ha posto le sue radici ed è divenuto dominante sulle tue scelte di vita, condizionandole in perdita.

In questo luogo si è consumata la perversione degli istinti vitali del bambino con la complicità inconscia (e pure conscia) dell'adulto che è stato la figura di riferimento affettiva primaria che non sempre coincide con la madre biologica, anche se poi è lei nel 90% dei casi.

Qui io sto facendo scienza di alta psicologia e quindi non posso dare credito a stereotipi culturali consolidati dall'ignoranza buonista collettiva, supportata dalla mediocrità mediatica. 

La causa primaria di molte malattie va ricercata proprio nell'educazione che il bambino ha ricevuto dai genitori. 

Il sogno che ho trascritto si apre in una villa di montagna dove il sognatore sta tirando fuori delle cose da un armadio.
L'armadio, nei sogni, assume sempre una connotazione negativa in quanto simboleggia parti malate del corpo come fosse una bara che contiene i modelli comportamentali che ci sono stati inculcati. 

Nel sogno in questione è la madre biologica colei che ha male educato il sognatore.
Vediamo come.

Innanzitutto l'uso perverso dell'istinto erotico legato alla componente sessuale simboleggiata dai calzini (finzione genitale) dove il piede viene infilato.
Come ho già ampiamente spiegato, i sogni vanno letti in chiave biologica secondo il principio vitale della cellula. I calzini non sono fatti di cellule e quindi denotano un uso improprio della funzione genitale.

I documenti della casa, in questo caso, indicano il prezzo, o meglio la multa, che il sognatore ha dovuto pagare per aver usato il sesso come un calzino. 

E' il momento di fare l'inventario e poi archiviare tutto. Ma così facendo è come fare il back-up di un data base mettendolo nel cloud onirico. 
Non va bene.
Meglio fare un permanent erase di queste memorie che potrebbero riattivarsi secondo la regola del ciclo otto.

E il sogno dice proprio questo al sognatore. Anzi fa di più mostrando il proprietario di questa documentazione e pure dei calzini: la vecchia madre che se ne va portandosi via tutto.

Il sogno sottolinea la necessità di eliminare tutto l'archivio, archivista compresa (la madre), non essendo sufficiente metterli via.

Tutti i documenti meno uno.
L'ultimo foglio.

A prima vista, facendo un'analisi frettolosa, si potrebbe pensare a quest ultimo foglio come un virus pronto per riattivare il complesso dominante. 
Potrebbe essere.

Bisogna però conoscere bene come stanno le cose. 

Adesso il sognatore sta cercando di vendere la villa in montagna, essendone divenuto proprietario, e deve risolvere diverse incombenze burocratiche che ne ritardano la vendita.
Mancano dei documenti per regolarizzare la posizione catastale.

Cosa è successo?

Il sognatore, proprio a causa della totale inefficienza dei servizi comunali, da mesi sta cercando, inutilmente, di farsi dare la documentazione richiesta. Ma come ben si sa, laddove non esistono controlli, gli impiegati fanno i furbi e al lavoro non ci vanno e qualcuno passa il badge al posto loro.
Telefoni e non risponde nessuno, mandi un sacco di PEC e nessuno ti risponde.

Il sognatore è preso da un attimo di scoraggiamento e crede che non riuscirà a venire a capo di questo problema. Anche l'ultimo foglio va messo via! Non c'è niente da fare.

No! 

Dice il sogno. 
Tu adesso ti trovi scoraggiato perché ti poni perdente in una situazione di facile soluzione.
Hai fatto un buon lavoro, hai mandato via mamma matrix con tutti i suoi stereotipi (i fogli) che ti hanno insegnato ad arrenderti, esattamente come ha fatto lei quando ha deciso di farsi mantenere, piuttosto che vivere guadagnandosi il pane col suo lavoro. 
Donna di casa fu.
OK!

Ma non è per tutti così.

Se non ti riesce di fare qualcosa cerca qualcuno che sappia leggere il tuo sogno.

Rivolgiti a mr. Nobody e lui ti dirà come fare...

Fatto!

Era semplice, semplice.




















lunedì 29 gennaio 2018

IL CAMMELLO


SOGNO


Devo andare via da un posto che è tipo una villa all'aperto; luce delle 15. Non c'è l'erba ma terra è un po' secco, non molto curato. Mi ricorda un po' villa Gentilini dove mio padre da piccola mi portava a pattinare o in bici. C‘ è una piccola staccionata bassa di legno e lì vicino seduto riposa un cammello anziano dallo sguardo placido e buono, fa tenerezza. Siccome devo andare via ma non so come, mi rivolgo ad una persona credo una donna ma non ricordo bene cmq giovane circa 30 anni che mi dice che posso andare col cammello. Infatti mi spiega che quel cammello da solo ha imparato ad andare avanti e indietro portando le persone al posto dove voglio andare io ( che è un posto con del cielo azzurro che si intravede da lontano, non si sa bene cosa sia ma sembra non arido forse c è il mare) e lo posso prendere. Per la corsa devo lasciare al cammello credo in una bisaccia 2 euro cioè un prezzo simbolico. Io accetto sono felice di quella soluzione insolita ed economica che non mi sarei mai aspettata.
 Il sogno finisce così non si vede né che salgo sul cammello né se arrivo ma la sensazione che mi ha lasciato è positiva.

°°°°°°°°°°°°°

E’ un po’ di tempo che non scrivo sul mio blog in attesa di un sogno biologico evolutivo,come questo, dove gli stereotipi familiari si sono disseccati e non trovano più il terreno per attecchire.

Ogni notte il WEB Onirico rilascia circa 24.000.000.000 di sogni (almeno tre per essere umano), ciascuno diverso dall’altro. Ventiquattro miliardi di autentiche novità personalizzate che il genere umano (?) non prende in nessuna considerazione.
Ventiquattro miliardi di autentiche novità che diventano l’inconscio personale e collettivo quotidiano.

Ventiquattro miliardi di mails-dream cestinate da fake ways 
of thinking.

Poi qualcuno, invece, inizia piano piano a studiare questo linguaggio nativo delle immagini e scopre, con sua meraviglia, che le storie che lui vive nei sogni descrivono esattamente la realtà che sta vivendo.

Senza margine di errore o incertezza.

Dopo oltre trent’anni di studio ho compilato una tavola che potete usare per leggere i vostri sogni.

Come potete ben osservare non faccio riferimento a nessuna scuola o corrente di pensiero psicologica o filosofica. Mi basta applicare i criteri che lAuditor usa quando procede nella verifica strutturale, funzionale, economica ed organizzativa di un ente (soprattutto il 10° punto).


La Tavola dei Sogni


Adesso procediamo alla minuziosa lettura del sogno dove ogni immagine e parola hanno un ben preciso ed univoco significato in relazione al sognatore.

1° Situazione iniziale – Il problema (7° criterio).

Devo andare via da un posto che è tipo una villa all'aperto, luce delle 15.
Provate ad applicare i criteri descritti nella tavola.
Il primo criterio ci dice quale relazione c’è tra il sognatore e il suo ambiente: andare via da una villa all’aperto.

Il secondo criterio (utilitaristico) dice che non è utile permanere in una certa situazione.
Il terzo criterio dice che questo sta accadendo adesso alle ore 15.

Quando la scena è illuminata, come in questo caso, significa che il sognatore è riuscito a far luce su un suo problema che le immagini oniriche mettono in evidenza. 

C’è adesso una situazione simile a quella di quando andava col papà a villa Gentilini a pattinare o in bici. Il massimo della luce è a mezzogiorno e quindi il sognatore è un po’ in ritardo rispetto al momento cruciale della decisione su cosa fare: tre ore di ritardo (tre mesi fa già avrebbe potuto capire e fare). C’è comunque ancora tempo prima che cada la notte.

Non solo, quando aveva 15 anni il sognatore ha vissuto un periodo della vita molto problematico della stessa natura di quello che sta vivendo adesso. Idem a trenta anni.

Andare col babbo ai giardinetti, quando si è piccoli, è cosa buona. Ma ora, passati i trenta anni, non lo è più.

Siccome il sogno si riferisce al qui e adesso, c’è una situazione in cui vengono compiute azioni ripetitive inutili (pedalare in bicicletta) che nel sogno significa azione a vuoto, e pattinare che pure indica agire in modo superficiale in un’area circoscritta.

Bisogna trovare quale è adesso la villa all’aperto e chi è il papà che tratta persone adulte come fossero bambini.

Facile! Non è vero caro sognatore che mi stai leggendo?

Dove lavori adesso? Come vieni considerato nel tuo posto di lavoro? C’è un Babbo Natale che tratta come pupazzi i suoi figliocci?
Quando finisci di lavorare seguiti a pensare al posto di lavoro?

Questo posto è isolato e circondato da vegetazione?

Come pensieri alternativi dove ti rifugi talvolta? Fantastichi principi azzurri come quando avevi 15 anni?

Non c'è l'erba ma la terra è un po' secca, non  è molto curato.

Non c’è più vita (manca l’erba) e l terreno è arido, non è molto curato.

Il terreno è l’ambiente-vita attuale che il sognatore non cura bene in quanto sta vivendo secondo una modalità riferita ad un passato che ora non è più funzionale. Memorie del passato che si ripresentano adesso: il ritorno prepotente delle resistenze inconsce.

2°PARTE – La peripezia (7° criterio)

Cosa sta facendo adesso il sognatore per superare questo problema rappresentato da una piccola staccionata.

Il sogno dice che il problema da risolvere è davvero di modesta entità e non ci vuole molto per risolverlo.

Non mi va di essere pedante e quindi guardatevi da soli i 10 criteri della tabella.

Come faccio per uscire da questo deserto villano che per me è come quello del Sahara?

Ecco che compare il cammello: una risorsa biologica fatta di cellule viventi.

I sogni hanno sempre un substrato biologico che contribuisce a generare le varie scene oniriche. Quanto più l’immagine è biologica, tanto meglio è, quando è inserita in un contesto appropriato.
Cosa c’è di meglio che trovare un cammello quando sei sperduto nel deserto?

Se invece del cammello, tu  incontrassi, nel deserto, una foca od un tricheco… O una vipera bicefala! Allora dovresti ben valutare se c’è utilità oppure no (NO! Di sicuro).

Quando aveva trent’anni il sognatore ha incontrato un altro cammello che però non sapeva bene la strada (molto probabilmente un certo tipo di terapia inutile e dannosa tipo quella che fanno gli psichiatri).
Adesso, dopo X anni di ricerca, finalmente trova il cammello giusto che può portarlo fuori dal deserto (consulenza che funziona). 
Il cammello ha imparato a sue spese (da solo) quale è la via giusta e si presta a fare da navetta per chi vuole seguirlo.

E’ un cammello paziente che sa attendere l’insabbiato viandante.

Cosa deve fare il sognatore per prendere il cammello?
Deve lasciare (non pagare) 2€ in una bisaccia.

Si potrebbe scrivere un libro su questi 2€ e sulla bisaccia.
Mi limito ad uno stringatissimo commento.

Per bisaccia si intendono due borse o tasche di tela riunite insieme che si mettono alla sella. Oppure la sacca a doppio fondo usata dai frati nella cerca.

Ma qui il significato è assai più ermetico e nascosto e sta a significare una diade (una relazione) di nessun valore che impedisce, nonostante il suo infimo valore, di uscire dal deserto.

Lo psicanalista parlerebbe di transfert. Io invece dico: pensiero di poco conto.

Non solo, caro sognatore, le parole sono a volte sinonime nel prefisso e nel suffisso (nome e cognome), esattamente come i nomi dei file delle cartelle di windows.

Il sogno in modo assai criptico dice xxxxx.yyyyy come nella carta d’identità.
Ma non disvelo l’arcano, se non all’interessato. Così mi ha ordinato il cammello!
Bisaccia, forse un avatar?

Il sognatore è ben disposto a lasciare questi 2€ e la sua bis-accia.
Al cammello le bisacce non servono perché ne ha delle sue, utili e biologiche: le sue gobbe che sono i serbatoi di energia per traversare il deserto.

Tralascio la spiegazione più prosaica e lupanare della bisaccia che qui ha una connotazione assai marginale ma che in altri contesti assume una valenza assai pesante, quando la femmina la dà via per quattro soldi per ottenere un effimero primato pilifero o per degradarsi a coniglia riproduttiva, asservita ai dettami familiari.

Il cammello, una volta portato il viaggiatore a destinazione, butterà bis-accia ed euro nella raccolta indifferenziata.

3° COME VA A FINIRE

Tutto è pronto: il biglietto è stato pagato, il cammello sta aspettando e sa dove dovrà arrivare.
Si parte o no?

°°°°°°°°°°°

Esiste il detto: come un cammello in una grondaiache è anche il titolo di una canzone (dal testo sfigato) nell'omonimo album di Franco Battiato del 1991. Battiato, illustre copiatore esoterico, si è appropriato di questo detto, attribuito allo scienziato persiano Al-Biruni (XII sec.), che lo usava per indicare l’inadeguatezza della sua lingua per spiegare materie di contenuto scientifico.

Come un cammello in un sogno.

Se vuoi leggere un tuo sogno chiedi al cammello. Lui saprà risponderti.

Con un grande sorriso.

Daniele Bernabei