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mercoledì 8 giugno 2016

The last step


Questo blog è come scrivere i capitoli di un libro, per cui è opportuno, per poter capire il contenuto di un certo post, leggersi i post che lo precedono, altrimenti alcuni argomenti potrebbero risultare incomprensibili. Chiedo al cortese lettore di essere paziente e di spendere un po' del suo tempo per condividere con me i suoi commenti e le sue critiche, affinché mi aiuti a migliorare i concetti, il lessico, l'esposizione. 

Un sentito e cordiale grazie.
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Il passo decisivo

Qualsiasi decisione richiede l'azione conseguente.
Anche quando si decide di non decidere, l'azione conseguente è il limbo della propria esistenza: l'eterna attesa nel vuoto di sé stessi. Un vuoto anonimo che fa soffrire pene peggiori dell'ultimo, ghiacciato, inferno dantesco.
Sentimenti ed emozioni ibernati.
Dante mette nella Caina, Antenora, Tolomea e Giudecca i traditori dei parenti, della patria, degli amici e dei benefattori. Costoro sono imprigionati, in diversi modi, nel ghiaccio del lago Cocito sotto le sei ali frigorifere di Lucifero.
Queste sono le quattro tipologie di traditori riconosciute dall'Alighieri.

Ne esiste una quinta:

i traditori di sé stessi.

I sogni denunciano ed evidenziano quando questo tradimento accade.
Lo dicono in anticipo: sottolineano la causa, il luogo, le circostanze, il momento, le conseguenze.
Senza il minimo errore.
Sempre.

In questi ultimi due anni di esperienza clinica, nei miei incontri Open, ne ho potuto osservare diverse volte l'accadimento.

Faccio qualche esempio rimodellando per riservatezza verso gli interessati.

Molte volte, nei sogni, il passo decisivo è rappresentato dalla possibilità di attraversare un ponte. Il ponte sta lì. Tu stai qui e dall'altra parte puoi osservare la tua novità di vita.
Là vedi un amico che ti tende le braccia, scorgi un albero pieno di frutti, ammiri un paesaggio luminoso, in contrasto all'oscurità che ti sta dietro.

Il ponte è solo un pensiero. Un pensiero che hai e che sai possibile.
Ci vuole coraggio per farlo diventare azione.

Se non fai quel passo allora il ponte crollerà.

Ma anche se hai attraversato il ponte ed incontrato l'istruttore, devi fare un altro passo: iscriverti alla scuola di vita che lui ti propone. 
Quella scuola che il tuo piccolo Io analfabeta non ha mai frequentato.
La scuola elementare delle immagini.
Elementare proprio perché le immagini sono l'alfabeto universale della vita.
Vita come vis (forza). Vita come energia.
Le immagini dicono come impiegare bene questa forza, dicono come evitare lo spreco di energia dissipata a vuoto (entropia).

Il sogno ti dice che hai 24 ore di tempo per completare l'iscrizione.
Se non lo fai, l'istruttore ti aiuterà a ritornare nel buio valligiano del tuo pozzo ofidico preferenziale. Il suddetto limbo, dove potrai seguitare a baciare il serpente.

Sintomo = bacio del serpente.

Questo blog propone una discreta quantità di materiale per poter capire le immagini mentali.
Ma, come con i mattoni, occorre usarlo per costruire una nuova casa dove vivere nella gioia della propria vita.
Non serve a niente tenerlo ad ammuffire in un magazzino intellettuale.

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Il passo decisivo lo puoi fare pure tornando indietro.
Quando i sogni ti dicono che quel cammino ti porterà fuori strada.

Faccio un esempio.
Strade, autostrade e, soprattutto, scale indicano percorsi programmati.
I sogni vanno letti in senso biologico-naturistico.
In natura non esistono strade asfaltate e non esistono scale.
Lasciamo perdere le interpretazioni psicanalitiche che si fermano alla componente sessuale.

In inglese i gradini sono detti  steps.
Step significa pure misura, mossa, iniziativa.

Le scale rappresentano il modo di pensare. Un modo segmentato da una impellente razionalità, inserita nella seconda coscienza degli statuti scientifici fisicalisti e delle elucubrazioni speculative.
La ricerca ossessiva della ripetizione dell'esperimento.
La psicologia sperimentale, non applicabile alla lettura dei sogni.

Tali i pensieri così il tempo.
Le scale rappresentano anche la linea del tempo della vita del sognatore.
A maggior ragione quando prima salgono e poi scendono.
Questo sali-scendi è la scala a libretto.
Il libretto, il diario, della vita.

La scala ti rappresenta l'illusione delle tue percezioni rimodellate dalla logica razionale dell'Io. Il sogno ti svela il trucco e in fondo alla scala puoi trovare il suo fabbricante. Di solito una persona di famiglia o uno sfigato/a al quale sei affettivamente incatenato.
La scala a libretto rappresenta pure la diade ossessiva della ripetizione quotidiana.

Il sogno ti invita a cambiare il tuo punto di vista per scoprire l'inganno.



Non solo le scale di legno o di pietra.
Pure le scale musicali.
Le note scritte sul pentagramma: sempre la stessa musica.
In natura non esistono gli strumenti musicali e neppure gli spartiti.
lasciamo stare Mozart, Listz, Verdi, Schubert, Morricone e Ligabue :-P

Prendiamo in considerazione IL MODO di scrivere. Consideriamo solo l'alfabeto della musica e le composizioni.
Pentagramma e programma, sotto il profilo onirico, sono la stessa cosa.
Se sogni quel certo tipo di musica...

Facciamo cinelogia flash, osserva i filmati come fossero un tuo sogno:






Hai qualche motivo in testa. Un tormentone memetico auditivo.
Chi ti cantava quella canzone? Ricordi la voce?
Commenta se vuoi, p.f.v.
Chi è, in questi spezzoni di Casablanca, il personaggio che denuncia l'ossessione musicale? Chi è lo starter? Chi è la vittima?
Quali sono i sintomi?

In natura non esistono i pianoforti. Tantomeno case di tale forma.
Entrambi hanno le scale.
Il pianoforte (o la scala) nei sogni talvolta rappresenta una donna, una femmina cui sei indissolubilmente attaccato. Rappresenta il sintomo che ti sta suonando.
Le maliarde e le vamp c'entrano poco.
Tocca andare indietro nel tempo: in un lontano tempo antibiotico.
Quando sei stato suonato.

Adesso stai andando a quel passo musicale!

Se nel sogno conti i gradini, il loro numero può indicare quanti anni ancora... prima di...

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Ho scritto che nei sogni manca la negazione come particella "non".
Nei sogni è impossibile, attraverso le immagini, comunicare di non andare a trovare la zia bigotta.
 Il sogno ti mette dentro la casa di zia Bigotta e poi vedi che, quando zia parla, agli invitati cascano le orecchie.
 Arriva il cane di zia e se le mangia tutte. Un bel piatto di orecchiette.

Il sogno usa l'imperativo "no", rappresentando il danno, il sintomo, causato da quella situazione. Il sogno è la metafora assertiva che si oppone all'azione inutile e perdente.
Metaphora Oppositorum.

la stessa cosa per l'uso sbagliato del sesso.
Dove e quando si scoprono i genitali?
Quando si fa sesso (solitario e non) e quando si va al gabinetto.
La metafora del gabinetto, nei sogni, ti dice che stai mettendo nel cesso i tuoi genitali, il tuo erotismo.
Peggio mi sento se nella tazza del water ci stai tutto dentro.
Sei letteralmente un cesso.
La metafora è più forte della similitudine in quanto quest'ultima usa il verbo "sembrare" o la congiunzione "come".
Sembri un porcello - Ti comporti come un maiale.

La metafora invece è identificativa, ti dice sei così, sei quella cosa.
per cui se sogni la tazza del cesso il sogno ti dice che stai vivendo in modalità water closet.

Vedi scope a dx


meglio cambiare, no?!

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Il passo può essere passo di danza, passo di marcia, passo di carica, passo di lumaca, passo d'elefante, al passo, passo da gigante, passo falso, grande passo.
Gli ultimi tre si riferiscono al fare.

Nella vita abbiamo bisogno di qualcuno che guidi i nostri passi in modo da non farci commettere errori imperdonabili.
Questa guida è il sogno.

Nella mente del popolino il sogno è la meta irraggiungibile di una felicità impossibile.
Una casa da sogno, una vacanza da sogno, una donna da sogno, un'automobile da sogno, una notte da sogno... 

Ma per piacere!
I sogni sono l'aspetto più vivo e reale della nostra esistenza.

Proprio per questa loro peculiare caratteristica il loro studio è stato da sempre osteggiato, anche in modo violento e persecutorio, dalle varie religioni che direttamente o indirettamente esercitano il loro potere temporale. I sogni ti dicono se questo potere è condotto ed utilizzato in funzione utilitaristica umana o, invece, come strumento costellante di massa (la Costellazione del Serpente).

Come dicevo nel post precedente, quando le persone incominciano a studiare, insieme con me, i sogni, partono tutte a spron battuto... Mano mano che incominciano a capire la portata di questo tipo di conoscenza, il loro passo subisce un rallentamento in quanto il sogno (che è l'immagine metaforica del sognatore) propone, talvolta, delle immagini che sono più pesanti di un macigno. 

Questi massi psichici hanno un nome.
Prova a battezzarli.
.
Il sogno ti dice come sbarazzarti da questi pesi incombenti.
Non è difficile.

Ben pochi ci riescono.

Molti  collezionisti, invece,  tengono questi macigni custoditi gelosamente nei loro cuori, nelle loro menti, nelle loro anime. 
Talvolta nel mare onirico puoi osservare uno scoglio, o più di uno. 
Come novello Sisifo, chiama questo scoglio sintomo e amalo per tutta la tua vita.


Altri cercano di nuotare con questo peso legato al collo.
Si riconoscono subito per via della loro loquacità dichiarativa.
Dicono di sì con le parole ma di no col corpo.
Di no con i fatti.
Molto spessissimo i loro sogni sono pieni di serpenti vivi e morti.
E altri rettili onirici (uccelli compresi = serpenti piumati).

Cappuccetto Bianco, invece, può avere l'avventura d'incontrare un lupaccio buono dagli occhi luminosi.
Non scappare.


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Il passo è anche il cammino più agevole per valicare una catena montuosa.
Il passo è anche il passaggio, la rotta che indica il percorso per raggiungere un nuovo mare;
non necessariamente a nord-ovest.

Per battere questi sentieri o scoprire nuove rotte tocca vestirsi di coraggio mettendosi al timone della propria nave usando i sogni come bussola.

Diventate onironauti più bravi di quelli di Inception.

Buon viaggio amici miei.

A presto.

Daniele Bernabei



SOGNI