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lunedì 6 marzo 2017

LE PERSONE SPECIALI


INDICE DEI POST

Questo post ha un posto speciale nel mio blog.
E’ dedicato a una signora che non ho mai incontrato di persona, ma so che nella sua anima vive un sentimento davvero speciale. 

Le persone speciali sono quelle che cerchiamo e talvolta incontriamo durante il cammino nella nostra vita.

Le persone speciali sono quelle che nascono dentro di noi come corpo, come anima, come sentimento, come amore, come amicizia.

Vivono insieme con te, vivono insieme con me.
Muoiono insieme con te, muoiono insieme con me.

La persona speciale è più di un figlio, più di un amico, più di una madre, più di un padre, più di un maestro, più di una puttana.

Non è un nome.

Non è Utopia (La Cura) cantata da Battiato.

La persona speciale è un figlio speciale, un amico speciale, una madre speciale, un padre speciale, un maestro speciale, una puttana speciale.

La canzone immortale “Il Cielo in una Stanza” descrive l’incontro dell’autore con una prostituta in un bordello di Genova. Una canzone cantata in maniera speciale da Mina.


Ho scelto nel WEB una delle tante spiegazioni della canzone di Battiato.
Leggetela, se vi va, e poi ci rivediamo.

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LA CURA
SPIEGAZIONE E ANALISI DELLA CANZONE

Secondo molti La cura è semplicemente una delle più belle canzoni d’amore mai scritte, secondo altri è una canzone sull’abbandono e sulla assenza di una persona della quale non si può più fare a meno. Come altre opere di Franco Battiato, probabilmente vuole essere un mantra, una preghiera-meditazione sulla essenza dell’amore come cura e accompagnamento di un altro essere, un percorso che comprende tutte le tappe, incluso il dolore e l’abbandono, e che vede chi “conosce le leggi del mondo” farne dono ad “un essere speciale”, senza dimenticare che ogni persona può essere speciale per un’altra persona, e che i ruoli possono invertirsi, nella tipica circolarità del mantra.
Una cosa straordinaria di questo brano è che, pur essendo diverso da ogni altro, dà la impressione al primo ascolto di averlo già sentito in un’altra esperienza di vita, come se fosse una pratica dimostrazione della circolarità, cara a tante filosofie orientali e non solo

(1) Ti proteggerò dalle paure, delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Un accenno (“da oggi”) che può alludere ad una separazione, alla fine di una storia, o forse alla fine del noviziato e l’inizio del percorso nel mondo dell’essere amato.
(2) Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
La protezione offerta si estende ai nemici esterni, e questa sembra una promessa comune, ma anche a quelli interni (vedi alla strofa (6))
(3) Supererò le correnti gravitazionali,
La forza di gravità che schiaccia al suolo l’uomo e lo ostacola nella ricerca dell’assoluto è un tema ricorrente di Battiato.
(4) lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
«Amare è solo ed effettivamente prendersi cura di un altro essere, sollevandolo da tutto, stargli accanto, ma senza evitargli le indispensabili tappe nel dolore, senza il quale è impossibile risvegliarsi» (Rif. M.Macale – Franco Battiato, dalle origini a “Gommalacca” – ed. Bastogi).
(5) Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Un breve intermezzo che introduce per un attimo il brano nella dimensione del sogno.
(6) Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Quindi chi sta cantando è un saggio, un uomo che è arrivato a comprendere o ad intuire l’assoluto, ma che pur tuttavia è sotto l’influenza dell'”essere speciale” ed è pronto a donargli il distillato della sua saggezza “conosco le leggi del mondo e te ne farò dono“; quindi ogni persona può essere unica e speciale per chiunque altro, se interviene l’amore terreno “la bonaccia … non calmerà i nostri sensi“, anche se la sua natura è completamente terrena e fallace.
Una strofa che contiene uno dei versi d’amore più belli di Battiato, impossibile da commentare: “Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto“, ancora il mantra come metafora di perfezione.
(7) Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
Non solo la forza di gravità schiaccia l’uomo alla sua condizione terrena, ma anche le infinite e insondabili dimensioni spaziali e temporali che pongono confini alla nostra esperienza terrena, che ci lasciano quegli stati d’animo inspiegabili che, a volte, chiamiamo “malinconie”.
(8) io sì, che avrò cura di te.
In questo ultimo verso si può leggere ancora il tema dell’abbandono e del rimpianto (“io sì..”).




Cara signora,
il produttore che ha pubblicato la canzone dice che è dedicata alla madre. Io dico che la dedica può essere estesa a chiunque sia speciale per noi. Lei compresa, ovviamente.

Ma… La persona più speciale che io conosco sono Io e soltanto IO.
Non posso aver cura di altri se prima non prendo cura di me stesso.
“Ama il prossimo tuo COME te stesso”.

Non amare mai nessuno più di te stesso altrimenti vai in debito di vita e trasmetti ansia, paura, depressione.

In quanti, o meglio, in quali modi si può avere cura delle nostre persone speciali? Soprattutto, quando?
Dopo che, come ho detto, hai provveduto amorevolmente alla tua cura e, libero da condizionamenti emotivi, ottieni il permesso della persona speciale.

La cura della persona speciale non prevede l’approccio T.S.O. (terapia sanitaria obbligatoria).

Essa necessita del consenso che si ottiene guadagnando la fiducia sul campo relazionale.
Non è facile. Ma si può fare.
Quali sono, dunque i modi di cura?

Cara signora,
le donne, i maschi e i loro cocktail multicolori, sfumati dai molteplici grigi fino al gaio arcobaleno, hanno, per quel che ho potuto osservare, una particolare attenzione alla cura estetica del loro corpo.

L’industria cosmetica fa affari d’oro promettendo sparizione di rughe e ringiovanimenti pittorici portentosi. La miliardaria chirurgia plastica rinfiora seni avvizziti, prolunga peni sottomisura, elimina borse,  rimodella culi e fianchi, corregge nasi oversize, cancella inestetismi venosi, liscia volti, ricostruisce consunte vagine.

Come gli animali anche all’umano piace lisciarsi, grattarsi, spulciarsi, lavarsi, e… Truccarsi.

Essere belli è l’imperativo che i media ci impongono.
Essere belli perché mangi quello yogurt, sgranocchi quei biscotti senza olio di palma, usi quella passata, che se non lo fai sei senza famiglia. Essere in quando ingurgiti la Cola frizzante, quella che io uso per togliere la ruggine prima di verniciare il ferro.

Essere belli e olezzanti di profumi sexy testati in corpore viri in laboratori erotici utilizzando scanerizzazioni cerebrali.
Essere belli e scattanti facendo fitness, ma solo con quelle scarpe (anche se cucite da bambini indiani). Farsi massaggiare shiatsu, ayurvedico,… californiano, full xxx thai e complete xxx tantric.

Tante, tantissime vie per rendere bello il nostro corpo.

Pochi, anzi pochissimi gli utenti che vogliono far bella la propria mente. La cultura della nostra realtà sociale ci dice che la cura della mente è riservata a persone disturbate, ai matti insomma.

Eppure, cara signora, sapesse quanto è stimolante, quando si sta bene, fare l’esploratore del proprio mondo interiore, per scoprire quanta vita c’è ancora da vivere in questa dimensione. Ma di questo ne parliamo fra un po’.

Un altro modo di curarsi è quello cui ricorriamo quando stiamo male.
Anche qui partiamo dal corpo e dai segnali che ci invia accompagnati dal dolore.

Ci sono un sacco di percorsi terapeutici in questo campo. Ci sono un sacco di percorsi terapeutici e un mucchio di ciarlatani, pure.

I ciarlatani della salute che propongono soluzioni immaginarie.

Su questo argomento i media si sono sbizzarriti in servizi speciali e inchieste denunciando frodi o presunte tali.
C’è chi vuole curare i tumori col bicarbonato (Simoncini), c’è chi va in Messico a mangiare i semi d’albicocca e a farsi clisteri di caffè, chi segue la dieta vegana Gerson, chi si mette un cecio  in una ferita auto provocata (metodo Askar), chi dice di aver trovato le 5 leggi ferree del cancro (Hamer). Tanto per citarne alcune.
Per curare c’è chi si rivolge agli esperti di:
cristalloterapia, pranoterapia, numerologia, i tarocchi, maghi, E.S.P., spiritismo, veggenti, guru, Macumba, Voodoo, Candomblè, e tanti altri.

Salendo di livello troviamo l’agopuntura, l’omeopatia, la medicina cinese (i cinesi da 5000 anni si curano solo così) con tutte le sue derivate, che prendono in considerazione non solo il corpo fisico ma pure il nostro secondo corpo che gli esoterici chiamano eterico o astrale, dove si veicola la forza vitale studiata e scoperta da Samuel Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia. Qui, anche se sono molto dubbioso, ci metto pure Giuseppe Di Bella che mostra un metodo che ha delle basi teoriche che si possono condividere o no.

Fatto sta che la gente continua a morire anche dopo essersi sottoposta a questi tipi di cura.

Poi c’è la cura che si fonda su base statistica (probabilistica), per cui un certo tipo di protocollo terapeutico è valido oppure no a seconda della percentuale di guarigioni verificate tenendo conto degli effetti collaterali che possono insorgere. Effetti indesiderati, dico io.
E questa è la medicina ufficiale che a volte funziona ed altre proprio no.
A volte va bene, altre volte no.
Tutte le malattie croniche sono incurabili in quanto i sintomi permangono nel tempo, e non esistono rimedi per debellarle non conoscendosi la causa remota. La bronchite cronica è una delle tante: c’è chi se la porta appresso per tutta la vita e muore tossendo.

Ma allora quale è la cura che funziona sempre?
Quella definitiva.
Nessuna! Fino a che si prende in considerazione la malattia senza tener conto della persona.
Nessuna! Fino a che si considera solo il sintomo ma non si cerca la causa REMOTA!!

Per capire il sintomo, cara signora, non sono sufficienti le evidenze biochimiche del nostro corpo, che è assai più di un meccanismo elettrochimico, il cui funzionamento è regolato da un principio intelligente che non è rappresentabile e spiegabile da un modello probabilistico appartenente al materialismo fisico.

Prima di andare avanti mi preme dire che ho fatto di persona alcune mie verifiche andando a frequentare (pagando) alcuni corsi e seminari.
Per mia formazione scientifica, se voglio conoscere, vado lì dove il sapere trae origine, sostentamento ed applicazione. La verifica si fa partecipando all’evento senza nessuna intromissione, specie quella dei media posseduti da gruppi di potere economico, religioso e politico.

Nel 2006, ad ottobre, sono andato ad un seminario in quel di Pontremoli per verificare cosa è la Nuova Medicina Germanica di Hamer. 
Ci sono andato dopo essermi sorbito il suo testo fondamentale di centinaia di pagine “Testamento per Una Nuova Medicina”.
 Ci sono andato perché a pag. 626 Hamer si chiede cosa potrebbero significare i sogni (non essendo in grado di leggerli) all’interno della sua teoria.
 Ci sono andato per verificare l’esistenza di casi clinici risolti e documentati, ma non ho potuto raccogliere altro che testimonianze che non hanno purtroppo valore scientifico. 

Anche il libro succitato riporta numerosissimi casi clinici doviziosamente commentati, ma la documentazione clinica è carente. 
Ci sono andato per verificare se tale approccio era una terapia rivolta al singolo individuo oppure teneva conto delle costellazioni familiari, in particolare quella fondamentale della diade madre-figlio.
La risposta è stata negativa.

Il terzo giorno il relatore ha iniziato ad esporre il caso di una ragazzina di 12 anni affetta da un particolare tipo di tumore. Essendo minorenne veniva accompagnata dalla madre.

Il relatore era colui che aveva preso in carico il caso ed aveva applicato tutte le conoscenze apprese con questa nuova medicina. Mano mano che descriveva l’iter di questa cura, che a prima vista pareva funzionare, io mi chiedevo: ma perché non coinvolge anche la madre? Considerato che la minore dipende anima e corpo da lei?

Fatto sta che il relatore concluse dicendo che le cose avevano funzionato e il sintomo era sparito… Poi dopo una pausa “dopo qualche mese la ragazza è morta, ma per altre cause”.

La mattina dopo ho fatto i bagagli e sono ritornato a Roma.

L’indomani mi è arrivata una telefonata proprio da M.P. (il relatore) che mi chiedeva ragione della mia defezione, ed io gli invento una frottola per liquidarlo.

Aggiungo che mentre alloggiavo in un bell’albergo situato a 1500 metri, al di sopra della nebbiosa Pontremoli, mi capitò che al figlio del proprietario si era improvvisamente bloccata la gamba destra per cui camminava claudicante, appoggiandosi ad un’improvvisata gruccia. 
Forte della mia esperienza clinica ascolto il soggetto in merito all’evento scatenante, e lui mi dice che il giorno prima si è trattenuto dal prendere a calci la sua compagna per via di certe questioni riguardanti il loro figlio. 

Banalissima psicosomatica, per chi ha studiato questa materia.
Gli faccio presente la cosa e il giorno dopo il tizio stava meglio tanto che la sera aveva già dismesso il suo precario appoggio.

Vado a lezione e riferisco in aula l’accaduto.

M.P., dopo avermi ascoltato dice testualmente: “Hai avuto culo! Lui non voleva dare un calcio alla sua compagna, ma voleva correre ad abbracciare il figlio, solo che si è trattenuto. Hai avuto culo che lui sia guarito. Solo culo! La contrazione del muscolo significa che ha arrestato la corsa, non un calcio”. 
Gelo nell’aula e sguardi di rimprovero da parte di tutti gli astanti.

Incasso pronto a restituire.

Durante la pausa mi accosto ad M.P. e gli chiedo se ha mai fatto psicoterapia o se almeno conosce le sue basi teoriche centrate sulla persona. Risponde di no.
Io gli dico che ciò che conta non è restare fedeli la modello hameriano quanto invece la soluzione del problema.

Perché, cara signora G.?

Perché NON CONTA UN FICO SECCO CIO’ CHE LA TEORIA INSEGNA, QUELLO CHE CONTA E’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE COME IL CLIENTE PERCEPISCE L’EVENTO.
LA SPIEGAZIONE DELLE CAUSE REMOTE DELLA MALATTIA LE DA’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LA PERSONA, E SOLO SULLA SUA MEMORIA SI PUO’ AGIRE, SI PUO’ CURARE, SEMPRECHE’ COSTUI ACCETTI DI FARSI PORRE IN DISCUSSIONE.

Se Fileno è convinto che il suo male nasca da lì, solo da quel punto possiamo iniziare il dialogo (se c’è consenso) altrimenti nix.

Nel caso in questione il paziente dice un qualcosa riguardo la sua gamba, io gioco a fare il detective fino a farlo arrivare al momento giusto, e poi gli chiedo cosa ha provato: lui fornisce una motivazione e non si deve assolutamente contraddirlo (per lui è così). Ciò che conta è trovare una spiegazione accettata come plausibile.

Faccio tutto questo discorso a M.P. che incassa con gli interessi e poi pubblicamente si scusa.
Troppo tardi!


Ma allora cara signora come la mettiamo con la medicina ufficiale?
Quella vera, quella che funziona a suon di miliardi di €.

La mettiamo così: se Fileno evita di mettersi in discussione perché ha i suoi granitici credo allora ben venga la medicina allopatica che considera la malattia provocata da agenti esterni.
Certo che ci vuole, ed io stesso la consiglio e favorisco quando trovo la persona blocchetto-di-granito.
Non solo: sono io il primo a dire che non ci sono alternative e che solo questa è la cura possibile.
Per tutti?
No, solo per blocchetto-di-granito.

Che di queste persone ce ne sono a iosa tanto da costruirci 100.000 e passa piramidi di Cheope o lastricarci 10.000 volte il fondo degli Oceani.

Dove sta l’errore, cara signora G.?

L’errore consiste nel credere che il proprio modello di cura sia sempre e comunque superiore a qualsiasi altro, e pertanto l’unico valido e insostituibile.

Non esistono le cure ufficiali e quelle alternative.

Esiste la cura che funziona e quella che non funziona. Tutto dipende dalla persona alla quale la cura è rivolta e dalla professionalità dell’operatore.

Per i malati di tumore al pancreas non ci sono speranze.
Per i linfomi invece qualcosa si può fare.

Ma prima di arrivare a quel punto devi aver bene in mente tutta la catena dei vari sintomi e del loro peggioramento.
 Si comincia con un banale edema alle tonsille che quando vado a fare gli esami mi accorgo che ho la mononucleosi… Robetta! Passerà…

Ma se vado a vedere dove posso trovare EBV (Epstein-Barr Virus) oltre che nella mononucleosi, cosa trovo?

Brrrrrr! Basta andare a questo link:

Non passa e comincia ad ingrossarsi qualche linfonodo…

Ma perché mi trovo a questo punto?
Cosa è cambiato nella mia vita e dove ho sbagliato?
Da quanto tempo ho iniziato a star male, e cosa è successo durante questo periodo?
Chi ho incontrato e chi ho lasciato? Perché ho lasciato certi amici; quel certo ambiente?
Sono felice adesso? Un anno fa ero felice? E due anni fa?
Chi stavo cercando e chi invece ho trovato? E questi corrisponde, oppure mi sono accontentato di poco?
Quel poco mi ha diminuito, mi ha svalutato…O meglio, perché scegliendo così mi sono svalutato?
Ci sono stati segnali che mi dicevano che stavo sbagliando? Perché non ho prestato loro attenzione?
Come mai tre anni fa ero sano come un pesce, e perché nei precedenti 17 anni non mi sono mai ammalato?

Queste le domande che ti dovresti fare o che potrebbe porti un padre speciale.


Cambiamo musica e parliamo di vita.

Come la mettiamo con le signore che non riescono a rimanere incinte nonostante abbiano tutte le cose a posto e il partner è un produttore di spermatozoi olimpionici?
Cure, contro cure ormonali, psicoterapia di coppia, esami a go go e altre menate varie. Ma di pupattoli nemmeno l’ombra. Nemmeno il tanto chiacchierato Severino Antinori potrebbe fare nulla.

Poi per caso una di queste signore m’incontra e mi parla del suo problema: vuole un bambino. Le chiedo cosa sarebbe disposta a fare (uso il condizionale) e lei mi risponde “tutto quello che serve”. Mi ha fatto vedere le analisi cliniche, le ecografie, la risonanza, che io non ci capisco più di tanto.

Le chiedo:
- Se la sente di fare un viaggio?
- Con chi?
- Da sola

Qui c’è il check n.1 blocchetto-di-granito
Se dice “no”: proviamo un’altra volta, se ci sarà occasione.

- Dove?
- Che so… In un bel villaggio vacanze, una settimana al mare di libertà assoluta e di piacevole trasgressione. Ce la fa?

check n.2
Se dice “no”: idem c.s.

- In che senso?
- In tutti i sensi, proprio con tutti i sensi.
Sorride e il suo capo accenna un sì.

La signora che abita a Roma, nel quartiere Appio adesso, dopo due vacanze, ha due bei bambini: un maschietto e una femminuccia di nove e sette anni.
Il papà è strafelice.

E la finisco qui.


Torniamo da Battiato che ci dice di conoscere le leggi del mondo per cui sarà possibile guarire da tutte le malattie.
Cara signora G. quali sono queste leggi?
Battiato non ci dice quali sono.
Ci dice però che i suoi sogni attraversano il mare più veloci delle aquile.
Battiato non dice quali sono questi sogni, accenna solo ad un lontano Tennessee (forse per far rima).

Battiato, diversamente da quanto potrà leggere nei commenti a questa canzone, e nonostante egli sia un cultore dell’esoterismo, è un perfetto ignorante in materia.

Però questa canzone nasconde un ripetuto refrain: l’uso ossessivo dell’indicativo futuro che evidenzia la disperata speranza di non poter diventare mai un essere speciale.
Così come in un'altra canzone cerca, senza mai trovarlo, il suo centro di gravità permanente.

Cara signora G.,
ogni giorno abbiamo la possibilità di leggere il nostro bollettino delle leggi del mondo e come queste incidono, senza che noi lo sappiamo, sulla nostra umana natura. 

Si può studiare, però, senza diventare maghi, stregoni, guru, indovini, sciamani... Studiare con amore questo linguaggio speciale che ci dice chi siamo in questo momento.

Per iniziare questa conoscenza bisogna applicare, per tutto il tempo che si studia, la regola dell’oblio: dimenticare tutto ciò che si crede di sapere. Altrimenti nix.

In questo bollettino quotidiano ci sono le informazioni necessarie e sufficienti per prendersi cura della propria persona, INNANZITUTTO. Poi, se del caso, anche qualche spunto per curare chi amiamo (ma non più di tanto), che anche lui ha il suo personale bollettino!

Prendersi cura non significa curare una malattia direttamente.
Significa che nel bollettino ci sono le coordinate di dove posso trovare le cose che mi servono: nel caso di una malattia mi dice se quel medico va bene oppure è meglio un altro percorso. Mi dice dove andare, chi contattare, quando e come farlo.

Il bollettino quotidiano del blocchetto-di-granito di solito informa entro quanto tempo il suo gommone bucato resterà a galla prima del naufragio, e se e quando arriveranno i soccorsi.

Nel frattempo si deve subito correre ai ripari e, se ci sono sintomi conclamati, è bene lanciare un S.O.S affinché la guardia medica costiera presti subito cure immediate.
Non fare questo o impedirlo è semplicemente un comportamento criminale.

Per quanto concerne Battiato: il Salvatore lasciamolo prigioniero delle sue parole.

Poi c’è la cura speciale per le persone speciali che s’impara per poi utilizzarla, in primis, verso sé stessi.
Ma questo è un altro discorso che, se Lei mi consentirà, potremo proseguire insieme con altre persone speciali.

Un saluto speciale.

Daniele Bernabei